Le case dell'antica Roma erano in legno. Ed erano costruite "a secco" - Rubner haus Roma - Latina - Frosinone

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10 ottobre 2014
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Case in legno
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Una casa in legno è roba da Europa del Nord? E chi l’ha detto? Fino a circa il III sec. a.C., a Roma le mura delle abitazioni private e pubbliche erano realizzate a secco, ovvero senza utilizzare malte leganti ma solo con legno, argilla e pietrame; l’argilla costituiva l’unico legante.
Una sorta di antica prefabbricazione in legno, con tanto di coibentazione e isolamento esterno.
Anche quando successivamente divenne di uso comune la pietra, il tufo e i mattoni, di legno erano i solai (in quercia: sopra questo si stendeva della felce o della paglia in modo da evitare che la calce venisse a contatto col legno), le scale, i tetti (se ne trovano ancora alcuni resti negli scavi di Ercolano), le balconate e i muri divisori.

L’imperatore Nerone, secondo lo storico Lodovico Antonio Muratori, fu un grande costruttore di case legno (“Si applicò tosto Nerone a far alzare gran copia di case di legno, per ricoverarvi tutti i poveri sbandati”). Soprattutto dopo l’incendio, che da sempre viene attribuito – senza certezza, a dire il vero – al quinto imperatore romano. Proprio Nerone nella sua Domus aveva una stanza rotonda dal pavimento di legno appoggiata ad una ruota dal diametro di 12 metri e con un pilastro di quattro metri, che ruotava su sè stessa giorno e notte attraverso cuscinetti a sfera e con il pavimento poggiato sull’acqua.

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