Sapevi che gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale? - La tua casa in legno

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6 Maggio 2015
Categoria
Case in legno
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L’edilizia italiana mai come adesso si trova davanti ad un bivio: cambiamento o declino. Sappiamo che la distruzione delle risorse petrolifere e materie prime, il progredire del riscaldamento globale, il continuo degradare degli ecosistemi e anche la diseguaglianza sociale sono innegabili segnali di profonda insostenibilità dei nostri comportamenti.
La qualità del nostro futuro dipende da come rispondiamo a queste sfide. Saremo capaci di imparare velocemente un impiego intelligente di tutte le risorse rispettando i limiti della crescita e della rigenerazione della biosfera? Le nuove tecnologie, materiali e sistemi ci daranno una mano a diventare più leggeri nell’uso di risorse energetiche e minerarie, ma sicuramente non basterà di fronte alle dimensioni dei problemi che la nostra interpretazione di sviluppo ci ha creati.
La strada che ci guida verso un futuro più sostenibile ha due guardrail: eco-efficienza e eco-sufficienza. Significa che serve una riflessione sulle vere esigenze individuali e collettive che ci permettono di vivere “bene”. Gli edifici dissipano circa la metà dell’energia globale, anche in Europa sono le case che consumano circa il 40 per cento dell’energia e a loro viene attributo un terzo delle emissioni di CO2. Per questo l’Unione Europea ha individuato l’edilizia come settore chiave per la crescita intelligente e sostenibile. Una serie di direttive ha l’obiettivo di rendere gli edifici energeticamente sempre più efficienti.
Il bello della situazione è che abbiamo tutto, le tecnologie, i sistemi, i materiali e il know-how per costruire o risanare abitazioni che garantiscono il comfort, il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale. E sono economicamente ragionevoli. Noi non sappiamo che cosa potrà offrire il mercato nel 2030 per realizzare la casa del futuro bensì conosciamo i principi che dovremo perseguire non per ideologia ma semplicemente perché non abbiamo altre scelte. I principi che dovremo concretizzare nella nuova edilizia in tutte le fasce climatiche sono: ottimizzare l’efficienza energetica, idrica e dei materiali; ottimizzare i processi di riciclo e recupero; minimizzare le emissioni di gas climalteranti. Importante è rispettare anche le priorità nelle scelte: l’energia più intelligente è l’energia non consumata. Questa deve essere la base di un nuovo modo di progettare e costruire le nostre case. La progettazione integrata permette sin dall’inizio di implementare il know how dell’efficienza energetica e della bioclimatica. L’orientamento, la geometria e la zonizzazione incidono sui futuri consumi, ma in modo particolare la qualità dell’involucro determina quanto si deve spendere di energia per avere un adeguato comfort in tutte le stagioni dell’anno. Il grado di coibentazione delle pareti e coperture, così come l’assenza di ponti termici e la tenuta all’aria, permettono di minimizzare il consumo di energia e di aumentare il benessere abitativo. A questi obiettivi contribuisce anche la scelta impiantistica cioè la produzione, distribuzione e regolazione dell’energia.
Non solo un’attenta progettazione ma anche un’accurata esecuzione dei lavori è necessaria per raggiungere l’obiettivo finale di un’abitazione dove si vive bene e si spende poco per la gestione. Solo con imprese e maestranze qualificate si ottengono questi risultati. Chiaro che una casa di alta efficienza energetica contribuisce alla protezione dell’ambiente e del clima. Alla fine però dopo avere investito in progetto e manodopera non va dimenticato che il bilancio energetico finale e l’impatto climatico-ambientale di una casa dipendono notevolmente dei comportamenti dei singoli abitanti. Il monitoraggio può dare una mano a ottimizzare processi e comportamenti, perché permette dall’analisi delle prestazioni e dei consumi di cambiare e intervenire in quei punti che sono responsabili degli inutili sprechi di risorse.
La strada verso un uso intelligente delle risorse passa dall’informazione al sapere e al fare. Non dimenticando che migliorare l‘ambiente costruito non dipende solamente da nuove tecniche e materiali, bensì da un nuovo modo di pensare.

Norbert Lantschner

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