Perchè i terremoti non sono una disgrazia, ma la normalità con cui convivere - La tua casa in legno

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20 Gennaio 2017
Categoria
Case in legno
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Come ha giustamente scritto Mario Tozzi su “la Stampa”, i terremoti sulla Terra sono frequenti come le tempeste e dunque non deve meravigliarci quanto sta accadendo. E cioè che da agosto a oggi si siano registrate oltre 45.000 scosse in Italia Centrale, una ogni cinque minuti circa.

Perchè dobbiamo convivere con i terremoti

Non si ravvisa nulla di anormale nella sequenza sismica che si è aperta lungo un segmento più meridionale della stessa struttura già responsabile dei sismi di Amatrice e Norcia. «Coppie» sismiche si registrarono, per esempio, anche in occasione di sismi dell’Irpinia (1980) e dell’Umbria-Marche (1997), per non parlare di quello del 24 agosto scorso proprio ad Amatrice.

L’Italia è il Paese geologicamente più attivo del Mediterraneo

L’Appennino sta caricando ancora energia in profondità e cerca un nuovo assetto sprofondando periodicamente verso il basso. Questo accade da decine di migliaia di anni e accadrà ancora per millenni. In questo contesto, l’attivazione di nuove faglie o di segmenti di antiche non è una probabilità, è una certezza. Non c’è nessun «mostro» nel sottosuolo, come sentiamo incredibilmente ripetere (pure da chi vive in zona classificata S1 a massimo rischio), che se la prende, implacabile, con chi è già stato colpito, ma solo la nostra ostinazione a non voler tener conto che l’Italia è fatta di borghi e di faglie, di monumenti e terremoti, entrambi parte fondante del nostro Paese.

Qualche dato positivo c’è

In Italia le faglie non sono mai lunghissime (meno di 40 km) e i blocchi di crosta terrestre coinvolti sono di dimensioni limitate, ragione per cui difficilmente i sismi superano magnitudo 7 Richter. Però, invece di scrollarsi la polvere dalle spalle, come dovremmo fare se avessimo costruito bene e mantenuto meglio, a ogni terremoto contiamo vittime e danni da Paese mediorientale.

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