"Nostra figlia ora vuole che tutti i bambini vivano in una casa in legno" - La tua casa in legno

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6 Marzo 2017
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Chi segue questo blog sa che quasi ogni giorno pubblichiamo notizie, informazioni e immagini per spiegare perchè costruire in legno sia la soluzione migliore. Le testimonianze che però più ci piacciono sono quelle di chi ha scelto Rubner nel Lazio o nel Centro Italia e che ogni giorno vive in una casa in legno. E’ un punto di vista diverso, più intimo forse, di sicuro più realista.

Per questo motivo, pubblichiamo le riflessioni che Filippo ed Emanuela hanno voluto condividere con noi.

Come é nata l’idea di vivere in una casa in legno?

L’idea di costruire in legno nasce principalmente da due considerazioni. La prima risiede nella convinzione di voler ridurre e minimizzare l’impatto (footprint) ambientale dell’abitazione, sia in termini di produzione e costruzione che in termini di costi di gestione. Le risorse naturali che si consumano per una casa tradizionale sono sicuramente maggiori di quelle per una casa in legno, soprattutto se il legno proviene da foreste certificate e soggette a riforestazione. La seconda é relativa al comfort abitativo e alla senzazione unica di accoglienza che una casa di questo tipo fornisce.

Perché avete scelto Rubner per la vostra casa?

Per 3 motivi:
– Rubner progetta, produce ed offre non solo la struttura ma anche una vasta scelta di porte, portoncini e soprattutto finestre con ottime prestazioni energetiche in linea con quelle dell’involucro.
– L’attenzione che Rubner pone alla scelta dei materiali, tutti naturali. In casa trascorriamo più del 30% della nostra vita e il solo pensare di essere circondati da OSB, colle, lane isolanti di dubbia provenienza (che altri costruttori propongono) ci ha fatto preferire la Rubner.
– Infine, un aspetto fondamentale: abbiamo scelto Rubner per la professionalità che negli anni ha dimostrato nel settore delle case in legno. E’ un’azienda solida, e per il nostro progetto volevamo evitare di affidarci ad uno dei tanti che si improvvisano esperti del legno… E ce ne sono tanti.

Come si vive in una casa in legno?

L’aspettativa del comfort abitativo e’ stata completamente rispettata. La casa é calda, accogliente e, cosa che non ci aspettavamo, acusticamente molto ben isolata.

Come si é comportata la casa in legno in occasione delle ultime scosse di terremoto?

Fortunatamente siamo lontani dalla zona rossa circa 100km, ma comunque le scosse si sono sentite decisamente bene, soprattutto quelle di Ottobre. Il rumore che la nostra nuova casa fa rispetto a quella in muratura, in cui abitavamo precedentemente, è diverso. Anche la sensazione di sicurezza è decisamente diversa. Nostra figlia dopo aver visto i nostri vicini andare a dormire in camper, una sera – prima della buonanotte – ci ha detto: “Vorrei che tutti i bambini vivano in una casa in legno come la nostra”.

Quanto si risparmia nella gestione di una casa in legno? Che tipo di impiantistica avete scelto?

La valutazione economica è in corso e per un giudizio preciso è opportuno far trascorrere un anno intero. La previsione è decisamente buona. Nella vecchia casa utilizzavamo un camino ad aria in cucina e termosifoni alimentatati da una caldaia a gas nelle altre stanze. Nella nostra nuova casa Rubner, con una superficie tripla rispetto alla precedente, quest’inverno – molto freddo, con tanto di neve e gelo – abbiamo utlizzato esclusivamente il camino ad aria.
termostato
Siamo convinti che la scelta dell’impianto dipenda da come la casa viene vissuta. La nostra scelta è stata quella di avere un impianto ad aria con il camino come principale generatore e la ventilazione meccanica con recupero di calore. D’altronde si scalda facilmente e velocemente e non c’è ragione a spendere in impianti supercomplicati. Nelle mezze stagioni il solo viverci o cucinare basta a mantenere la casa a 20 gradi, e basta garantire il ricambio dell’aria.

Avete scelto la tipologia costruttiva Blockhaus: scelta tecnica, estetica o sentimentale?

Diremmo tutte e tre:
– La parete Blockhaus in combinazione col tetto Rubner garantisce uno sfasamento importante. Il che si traduce in comfort estivo e, almeno nel nostro caso, non necessita di raffrescamento con chiller e split. La ventilazione meccanica in accoppiata ad un semplice modulo geotermico (fatto in casa) mantiene la casa a 23/25 gradi quando fuori ce ne sono 35.
– Abbiamo scelto di avere 2 o 3 pareti a vista legno per ogni stanza. Inoltre la trama di travi e perline del tetto e dei solai è meravigliosa.
– Infine la parete in legno non è mai gelida o fredda, nemmeno quando fuori c’è la neve o temperature ben al di sotto dello zero. E poi trasmette sempre una bellissima sensazione di accoglienza.

Consigliereste di costruire in legno a un amico o un familiare?

Pensiamo che costruire in legno sia il futuro dell’edilizia e sicuramente lo consiglieremo non solo ad amici e familiari. La prima cosa da fare è preparare un progetto archittettonico, farsi aiutare da un bravo progettista di impianti che conosca come funziona la prefabbricazione in legno. Al resto ci pensa Rubner: dopo aver fatto il progetto architettonico e degli impianti, la nostra casa è stata realizzata in mentre noi vivevamo dall’altra parte del mondo. I nostri vicini l’hanno ribattezzata “la casa cresciuta in una notte“.

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