Stadi in legno: la nuova frontiera della prefabbricazione firmata Rubner - La tua casa in legno

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9 ottobre 2017
Categoria
Grandi strutture
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facebook_mi_piaceLa casetta di Heidi, lassù sui monti, è solo un lontano ricordo: oggi, grazie alle nuove tecnologie, l’edilizia in legno ha conquistato le città (anche in pianura) con edifici multipiano, scuole, centri commerciali, capannoni industriali e impianti sportivi. Moderni, funzionali, esteticamente ricercati, rapidi da costruire ed ecologici. Proprio sul fronte sportivo si annuncia ora una importante novità: Rubner Holzbau, azienda altoatesina tra i pionieri del settore, ha presentato all’ultimo Congresso della Fifa un progetto per realizzare innovativi stadi modulari in legno lamellare, in collaborazione con la società di advisor e design Bear Stadiums. L’esperienza negli stadi arriva da lontano per Rubner Holzbau, che circa 30 anni fa realizzò in legno le tribune dell’Olimpico di Roma e, cinque anni fa, lo stadio temporaneo di Cagliari, che sarà presto rimontato in attesa che sia terminata la struttura definitiva.

«Questo nuovo progetto fa un passo avanti – spiega Claudio Rustioni, amministratore delegato di Rubner Holzbau – perché si tratta di stadi interamente in legno che rispondono prima di tutto a un’esigenza di ecosostenibilità che la Fifa richiede, visto che nel 2015 ha aderito all’iniziativa Climate Neutral Now per la realizzazione di stadi ecologici in tutto il mondo». «Il legno lamellare esalta le capacità strutturali del legno e consente di sviluppare soluzioni dal design innovativo e dall’ingegneria efficiente. – dice ancora Rustioni –. Si tratta di un prodotto di tecnologia avanzata e a basso impatto ambientale». La produzione e il montaggio di strutture in legno lamellare, infatti, comportano bassi consumi energetici che contribuiscono a ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Non solo: la caratteristica di modularità del progetto consente anche la realizzazione, in tempi rapidi e a costi contenuti, di stadi di media capienza (dai 1.500 ai 20mila posti). «Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse da cinque Stati – aggiunge Rustioni –. La nostra idea è di raccogliere un numero consitente di adesioni per poi andare dai vertici della Fifa e proporre di farsi da garante per le federazioni locali. Entro l’anno speriamo di chiudere il primo contratto».

Continua sul sito de “Il Sole 24 Ore”



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