Una casa passiva è la premessa per avere una casa a "bolletta zero" - La tua casa in legno

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27 Gennaio 2018
Categoria
Case in legno
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Non tutti sanno che il 40% dell’energia consumata in Europa è per fini residenziali. Un lusso che non possiamo più permetterci. Così, sia da Bruxelles che da parte di alcune aziende, si sta puntando tanto su edifici autosufficienti da un punto di vista energetico. L’obiettivo è avere case non energivore, meglio se a bollette zero, capaci al contempo di dare alle famiglie tutti i servizi che necessitano.


La Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica degli edifici parla chiaro: “Gli edifici a energia quasi zero sono edifici ad altissima prestazione energetica. Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in maniera molto significativa da energia proveniente da fonti rinnovabili, compresa quella prodotta in loco o nelle vicinanze”.


Cosa vuol dire? Che le case per essere a bolletta zero devono essere prima di tutto passive, ossia “attraverso involucri edilizi ad alta tenuta all’aria, elevati spessori di isolamento termico e infissi ad alte prestazioni, quindi puntando all’efficienza dal lato della domanda energetica dell’edificio e all’ottenimento di un elevato comfort termo-igrometrico“.


Il fabbisogno energetico ridotto da soddisfare dovrebbe poi essere coperto dalle energie rinnovabili, con il riscaldamento e raffrescamento solare passivo e l’illuminazione naturale. Insomma, le rinnovabili da sole non bastano, pur con notevoli investimenti. La premessa deve essere la casa passiva. Una considerazione condivisa da Bruxelles e da tener conto in questa fase storica particolare, dove sembra finalmente andare di moda la riqualificazione energetica degli edifici e la costruzione di nuovi edifici soprattutto in Classe A.

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