Conviene fare demolizione e ricostruzione: detrazione del 65% sulla tua casa in legno - La tua casa in legno

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Descrizione

Gli interventi di demolizione e ricostruzione, senza il rispetto del vincolo della sagoma, rientrano nei confini dei lavori che possono sfruttare l’ecobonus del 65%.
Il Testo Unico in Materia Edilizia all’articolo 3, lettera d) è chiarissimo:
Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza.

Insomma, comprare un rudere, un edificio crollato, una casa da demolire e costruirci al suo posto una casa in legno, è l’investimento immobiliare (e non solo) più conveniente che ci sia.
Anche negli anni 2017-2021 ci sarà l’ecobonus, ossia la detrazione del 65% sulle spese sostenute in caso di demolizione/ricostruzione a pari volumetria, come da art. 3 lett. d) Testo Unico dell’Edilizia.

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Una casa in legno conviene. Non solo perché potrai finirla in poche settimane, ridurrai drasticamente le tue bollette energetiche e realizzerai un’abitazione antisismica. Oggi puoi accedere alla detrazione fiscale del 65% fino a 100.000 euro, in caso di demolizione e ricostruzione a pari volumetria.

Si chiama ecobonus ed è in vigore per tutto il 2017. Cosa prevede? Che per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti, spetta una detrazione del 65% delle spese sostenute (bonifici effettuati), con il tetto massimo di 100.000 euro.

Possono godere della detrazione del 65% anche “gli interventi di ristrutturazione edilizia che consistono nella demolizione e ricostruzione di un immobile con la stessa volumetria di quello precedente, senza che sia necessario rispettarne la sagoma. Sono compresi nella ristrutturazione anche gli interventi “volti al ripristino degli edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”. (Fonte: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Infatti, gli interventi di demolizione e ricostruzione rientrano nella fattispecie normativa di ristrutturazione edilizia e in quanto tali possono godere della detrazione del 65% fino a 100.000 euro.

Attenzione: “se l’intervento di demolizione e ricostruzione genera un ampliamento (anche in attuazione del Piano Casa o leggi regionali simili) si configura come “nuova costruzione” e pertanto non si ha diritto al beneficio fiscale”.

Se sei alla ricerca di un terreno edificabile, conviene comprare un rudere o una vecchia casa da demolire: in Italia – va ricordato – non sono previsti incentivi per le nuove costruzioni. Invece, chi demolisce e ricostruisce un immobile senza aumentare o diminuire la cubatura, può usufruire della detrazione del 65%, purché rispetti i requisiti di miglioramento delle prestazioni energetiche previsti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico, che qualsiasi costruzione Rubner rispetta.

La detrazione interessa ovviamente anche i proprietari di vecchie case, ruderi ed edifici danneggiati: sempre secondo l’ENEA, sono compresi nella ristrutturazione anche gli interventi “volti al ripristino degli edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza”.

Chiedi al tuo tecnico se l’intervento di demolizione e ricostruzione che stai progettando o hai intenzione di realizzare ti consente di accedere all’ecobonus e risparmiare così fino a 100.000 euro.

Quali interventi possono accedere alla detrazione? “La categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” ammessi al beneficio fiscale include qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma”.

Chi sono i beneficiari della detrazione del 65%? Tutti i contribuenti – persone fisiche, professionisti, società e imprese – che sostengono spese per l’esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su loro parti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti. L’incentivo si applica anche alle abitazioni diverse dalla prima casa: non c’è un numero massimo di unità immobiliari per le quali è possibile usufruire della detrazione del 65%.

Utilizzando l’ecobonus, è possibile detrarre fino a 100.000 euro in 10 rate annuali dalla propria dichiarazione dei redditi. Esempio: oggi paghi in media 15.000 euro di IRPEF ogni anno. Con la detrazione ne dovrai pagare solo 5000 euro (15.000 – 10.000). Come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso. Per sapere con certezza se sei “capiente”, in modo da accedere alla detrazione del 65%, basta chiedere al tuo commercialista.

Per beneficiare delle detrazioni è necessario che i pagamenti siano effettuati tramite bonifico bancario o postale, anche on-line, detto “parlante”, ossia con all’interno il riferimento dell’intervento realizzato, il numero della fattura, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la P. IVA della ditta che ha realizzato i lavori. Tutta la documentazione dovrà poi essere trasmessa all’ENEA.

La detrazione del 65% “non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali”, come ad esempio il conto termico. Non si applica agli interventi di demolizione e ricostruzione la detrazione del cosiddetto “sismabonus”.

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